Lorenzo Togni
E’ un’uscita già scritta, un finale già conosciuto e praticamente impossibile da poter cambiare. L’Atalanta si schianta contro la manifesta superiorità del Bayern Monaco che a Bergamo vince per 6 a 1 dimostrando l’ampio divario tecnico di squadra e di singoli, al quale i giocatori e i tifosi nerazzurri non possono far altro che applaudire.
Una manifesta superiorità contro la quale qualsiasi tipo di Atalanta avrebbe potuto fare gran poco; certo forse l’approccio offensivo è stato visto come un po’ troppo ‘sfrontato’ per affrontare la squadra più in forma d’Europa, però, come si dice, dall’altro lato “O la va, o la spacca” ed è stata forse questa la mentalità di Palladino.
Uno su tutti è il vero mattatore di serata: Michael Olise; una prestazione, quella del anglo-francese, impressionante sotto tutti i punti di vista: movimenti senza palla, rapidità nelle sterzate, giocate da campione alle quali Bernasconi non è mai riuscito a dire “Stop”.
Ancora prima dell’inizio, si annusa nell’aria qualcosa di diverso: la formazione di Palladino è alquanto sorprendente; difesa a 4 e Scamacca e Krstovic titolari insieme, dopo la buona prestazione con l’Udinese. Il match inizia con un pressing sfrontato dei nerazzurri, che incappano nella mobilità e interscambiabilità della formazione tedesca, che non lascia punti di riferimento. Gli inserimenti sono letali e le dormite difensive non sono ammesse.
Ecco, appunto; forse meglio dire “non sarebbero”, perchè, dopo meno di un quarto d’ora, la dormita difensiva su calcio d’angolo è colossale: 0-1 Bayern. L’Atalanta continua con sfrontatezza, ma il Bayern non sbaglia un inserimento e fa il 2-0 con Olise, che trasforma la ripartenza di Upamecano.
Il divario è ampio, la confusione regna e dopo soli 3 minuti arriva il terzo gol bavarese con Gnabry. All’intervallo Palladino cambia qualcosa e torna con la difesa a tre: fuori Scamacca e dentro Djimsiti; anche il Bayern effettua due cambi, fuori Gnabry e Laimer, dentro Musiala e Alphonso Davies, non so se ci siamo capiti. La musica non cambia e Jackson, sostituto di Kane (che nemmeno giocherà) fa 4 a 0.
Il gol della serata lo firma l’MVP Olise: sterzata dal lato destro del campo ‘alla Robben’ e sinistro a giro sul secondo palo che è una bellezza, da vedere e rivedere. A chiudere la sagra del gol guidata da Kompany è Musiala che si inserisce e anticipa la difesa nerazzurra in area.
Da lì inizia un finale tranquillo, con un Bayern più conservativo e in cerca di ammonizioni per i diffidati. L’animo atalantino però rimane ancora e ne è testimonianza attiva il gol di Mario Pasalic nel secondo minuto di recupero, che chiiude un match accompagnato dalla standing ovation del pubblico nerazzurro.








