Il territorio fa rete per offrire una risposta concreta all’emergenza abitativa e al bisogno di inclusione. Sabato scorso è stato inaugurato ufficialmente il progetto di housing sociale denominato “L’Isola che non c’è“, un’iniziativa di grande spessore etico e solidale. Frutto di una stretta sinergia tra i Comuni di Brembate e Suisio, Azienda Isola e la cooperativa Pugno Aperto, il piano mira a fornire un rifugio sicuro e un percorso di affiancamento a chi si trova in condizioni di vulnerabilità.
Gli spazi a disposizione
Il progetto mette a sistema cinque appartamenti, pensati per accogliere fino a un massimo di ventotto persone, le cui selezioni sono attualmente in corso di valutazione. Tre di questi immobili sono di proprietà del Comune di Brembate e si trovano all’interno del complesso residenziale edificato a suo tempo dalla Dalmine-Tenaris. Gli altri due alloggi rappresentano invece il cuore simbolico dell’intera operazione.
Il trionfo della legalità sul territorio
Le due restanti abitazioni, situate rispettivamente a Brembate e a Suisio in via Vittorio Emanuele, sono infatti immobili confiscati alla criminalità organizzata. Restituire alla collettività spazi un tempo legati all’illegalità, trasformandoli in luoghi di accoglienza e dignità, rappresenta una vittoria fondamentale per le istituzioni. Durante la cerimonia di presentazione, i vari rappresentanti degli enti locali e nazionali hanno fortemente rimarcato l’importanza di questa riconversione, che riafferma i valori del vivere civile proprio lì dove in passato operava il malaffare.
Il lavoro di squadra e i fondi
La riqualificazione delle strutture è stata resa possibile grazie a un importante contributo di 200mila euro stanziato da Fondazione Cariplo. L’obiettivo finale, in ogni caso, non si limita alla semplice consegna delle chiavi: le famiglie e i singoli cittadini ospitati saranno seguiti passo dopo passo in un percorso di reinserimento e conquista dell’autonomia. Un traguardo ambizioso che dimostra come i risultati migliori si ottengano unicamente attraverso una solida alleanza tra istituzioni pubbliche, realtà del terzo settore e fondazioni del territorio.








