Non arrivano notizie rassicuranti sul fronte del raddoppio ferroviario Bergamo-Ponte San Pietro. Nonostante la linea sia chiusa dal febbraio 2024, i lavori hanno accumulato ritardi evidenti, confermati ufficialmente da RFI (Rete Ferroviaria Italiana). L’occasione per fare il punto è stata l’inaugurazione del nuovo sottopasso di via Gavazzeni a Bergamo: un’opera necessaria per il futuro scalo, ma che fa da contraltare alle difficoltà dei cantieri lungo la tratta. Lucio Menta, direttore Investimenti di RFI, ha ammesso che l’avanzamento non è uniforme a causa della diversa efficienza dei raggruppamenti di imprese: «Abbiamo diversi appaltatori: alcuni performanti, altri un po’ meno». Per questo, la società ha avviato azioni “molto vigorose” per obbligare le ditte a recuperare il terreno perduto e mitigare l’impatto sui tempi finali.
La corsa contro il tempo per i fondi PNRR
La sfida è complessa poiché l’opera è vincolata ai fondi del Pnrr, che impongono la chiusura dei cantieri entro la fine di dicembre 2026. Un superamento di questa data metterebbe a rischio i finanziamenti, rendendo difficile il completamento dell’infrastruttura. Sebbene nelle ultime settimane si sia registrato un incremento delle attività in zone chiave come via San Bernardino e Curno, l’efficacia delle misure di recupero sarà verificabile solo all’inizio del prossimo anno. Nel frattempo, mentre le nuove opere come il sottopasso cittadino iniziano a vedere la luce, i pendolari dell’Isola dovranno fare ancora affidamento sugli autobus sostitutivi, in attesa di capire se la scadenza del 2027 verrà effettivamente onorata.








