di Valerio Bettoni (Presidente Aci Bergamo)
Ennesimo non imprevedibile caso di cronaca annunciata: dopo settimane, anzi mesi che se ne parla, sabato 16 maggio entra in vigore l’obbligo del “targhino”. Tutti i proprietari di monopattini elettrici devono dotarsi di un contrassegno identificativo personale da applicare sul mezzo in modo ben visibile. Il targhino dovrà essere installato sul parafango posteriore oppure, se assente, sulla parte anteriore del piantone dello sterzo. È da tempo che se ne parla, perché da anni il problema di chi si sposta con questo mezzo va accentuandosi sia per il numero dei monopattini in circolazione sia per l’abbondante casistica di indisciplina, tanto sulle strade quanto nelle modalità in cui vengono posizionati dopo l’uso, anche per ore se non giorni, spesso sui marciapiedi, rendendo difficoltoso il traffico ai pedoni, ancor più per chi vi transita con carrozzelle.
Con la diffusa abitudine che c’è di aspettare sempre gli ultimi giorni, si sta verificando la solita “impasse” di sportello, per le molte richieste, con pratiche non tutte espletabili “last minute”. Al quadro di questa situazione va aggiunto l’aspetto complementare collegato: ed è l’assicurazione obbligatoria, che scatterà dal 16 luglio prossimo, stavolta su richiesta delle compagnie assicurative che hanno domandato un allungo di tempistica per organizzare le nuove modalità di categoria.
È il caso di dire “finalmente” per questo provvedimento, che arriva sull’esempio e nella scia di capitali e grandi città che hanno già proceduto a divieti e/o comunque a norme restrittive proprio perché i disagi, e parallelamente i pericoli, sono aumentati per tutti gli utenti della strada. È sotto gli occhi di tutti la disinvoltura con cui molti che usano i monopattini circolano: per velocità, per slalom, per i frequenti sconfinamenti sui marciapiedi, talvolta con due occupanti.
Di più: dal 14 dicembre 2024 c’è l’obbligo del casco per tutti i conducenti, congiuntamente all’obbligo di munire il monopattino dei freni su entrambe le ruote e anche delle frecce.
Abbiamo tutti occhi per vedere come vanno le cose: proviamo a chiederci quanto sono osservate queste disposizioni? Quanti indossano il casco? Chi controlla il rispetto? Chi interviene per sanzionare l’eccesso di velocità che per questi mezzi che possono circolare a velocità non superiore a 6 chilometri orari quando circolano nelle aree pedonali e a 20 chilometri orari invece quando circolano nelle altre strade? È peraltro vietata la circolazione contromano o quella notturna senza le luci accese… Il pacchetto delle sanzioni c’è e arriva fino al sequestro del monopattino se questo sviluppa una potenza superiore a un kilowatt. Ciò che si chiede adesso è che accanto ai vari obblighi si metta in atto quella vigilanza da parte delle forze dell’ordine e con il supporto della tecnologia, che l’ACI da anni va sollecitando per tutte le categorie di utenti, pedoni compresi, altrimenti va a finire purtroppo come con le famose grida manzoniane.








