I residenti della zona terminale di via Robasacchi a Villa d’Adda sono in rivolta contro il nuovo divieto di transito imposto dal Comune. Fino allo scorso marzo la circolazione stradale lungo la strettoia di circa venti metri che immette su via Marconi e verso il centro del paese era a doppio senso di marcia. Con il nuovo provvedimento, invece, per raggiungere il cuore del borgo o muoversi in direzione di Calusco d’Adda i cittadini sono costretti a immettersi direttamente sulla strada provinciale 169 (Viale delle Industrie), compiendo una manovra di svolta a sinistra estremamente pericolosa a causa del flusso continuo di veicoli che caratterizza l’arteria.
La portavoce dei residenti, Giuliana Mazzoleni, ha espresso profonda amarezza evidenziando come l’ordinanza penalizzi pesantemente l’autonomia delle persone anziane della zona, private della possibilità di raggiungere in sicurezza i servizi essenziali del paese come la farmacia, il medico, la posta, la chiesa e il supermercato. Sulla stessa linea si sono schierati anche i titolari delle attività commerciali della vicina via Marconi – tra cui La Contrada, L’Angolo di Tenerezze e Bottega Curiosa –, i quali denunciano un immediato calo della clientela. Cittadini e negozianti chiedono un passo indietro all’Amministrazione comunale, proponendo soluzioni alternative a minor impatto come l’installazione di dossi o il controllo elettronico della velocità.
Dal canto suo, il comando del Corpo di Polizia Locale Monte Canto ha replicato spiegando che il senso unico si è reso necessario dopo il fallimento di altre limitazioni tentate nelle vie vicine, aggravato dalla carenza di personale in organico. Secondo le forze dell’ordine, i sistemi di videosorveglianza, i rilevatori o la Ztl presentano forti complessità autorizzative e di gestione, mentre il blocco della strettoia garantisce un abbattimento immediato dei flussi. Il provvedimento rimarrà in vigore in via sperimentale per tre mesi, in concomitanza con la chiusura del ponte di Brivio, prima di una relazione finale. Una giustificazione che non placa la rabbia dei residenti, i quali contestano il mancato confronto preventivo e l’evidente paradosso di aver creato una nuova e grave situazione di pericolo sulla provinciale in nome della sicurezza interna.








