Lorenzo Togni
La corsa europea dell’Atalanta non riparte, anzi arranca: dopo la sconfitta contro il Sassuolo, arriva un pareggio in rimonta contro l’Udinese a Bergamo. Un punto poco utile ai nerazzurri considerando le vittorie di Juventus e Como, che ora sono rispettivamente a +4 e +5.
Una partita, quella della New Balance Arena, dove la squadra di Palladino a faticato ad entrare in ritmo partita e porta a casa un punto che, per come si era messo il match, sembrava quasi insperato.
Il mini-turnover non aiuta, soprattutto a centrocampo: Musah sembra trovare poco le misure del gioco e non convince, costringendo Palladino al cambio ad inizio ripresa. L’Udinese parte più forte dell’Atalanta e al 39esimo trova il vantaggio con Kristensen su sviluppo di calcio d’angolo.
Seconda frazione che vede il primo sussulto bergamasco con Scamacca, ispiratissimo, che si gira e centra il palo dalla distanza. Gol sbagliato…gol subito; una delle leggi non scritte del calcio tradisce la Dea, complice anche un ispiratissimo Zaniolo e una lenta risposta nerazzurra in area dopo il primo salvataggio zona porta di Kolasinac; palla sui piedi di Davis che fa girare il pallone sul secondo palo e raddoppia.
Palladino prova a rimediare e procede con un triplo cambio, inserendo Zappacosta, Zalewski e Krstovic, tenendo ancora in campo Scamacca. Il doppio numero nove sembra comunque pagare: l’Atalanta alza il baricentro e trova l’1 a 2 con Scamacca su cross dell’esterno polacco e pochi minuti dopo pareggia sempre con l’attaccante romano che risponde pronto ad un tiro respinto di Krstovic.
Un pareggio che conta gran poco nella corsa all’Europa, anche se la prestazione e la reazione dopo il doppio svantaggio è sicuramente la nota lieta di giornata, così come il gol ritrovato di Scamacca. Altra nota stonata, sicuramente, lo scarso rendimento delle ‘seconde linee’, come nel caso di Musah o Bellanova, pedine cruciali in un finale di campionato dove si è ancora in corsa in tutte le competizioni.
E ora c’è il Bayern Monaco.








