Si accende il dibattito in vista delle elezioni del Presidente della Provincia di Bergamo, in programma il prossimo 15 marzo. Al centro della polemica la decisione di non istituire seggi distaccati sul territorio, obbligando di fatto gli amministratori al voto in un’unica sede. Dopo gli attacchi ricevuti da diversi esponenti politici, il Presidente uscente Pasquale Gandolfi ha voluto fare chiarezza con una comunicazione ufficiale.
Volontà politica contro vincoli normativi
Nella sua lettera, Gandolfi tiene a precisare la sua posizione iniziale: “In qualità di Presidente ho da subito accolto e sostenuto la mozione presentata il 21 novembre, portandola al primo Consiglio provinciale utile ed esprimendo in quella sede il mio parere favorevole”. Tuttavia, l’intento politico si è scontrato con le verifiche tecniche. I pareri del Segretario Generale e dell’Avvocatura hanno evidenziato “l’impossibilità a procedere con la costituzione di un numero maggiore di seggi distribuiti nel territorio”, sancendo di fatto “l’illegittimità dell’ipotesi”.
Cosa dice la legge
Il nodo centrale è l’articolo 1 comma 62 della Legge 56/2014, richiamato anche dalla Prefettura, che recita testualmente: “Il presidente della provincia è eletto con voto diretto, libero e segreto. L’elezione avviene in unica giornata presso un unico seggio elettorale costituito presso l’ufficio elettorale”. Gandolfi sottolinea inoltre che “la circostanza che in altre Province siano stati costituiti più seggi non incide sull’interpretazione della norma, alla quale gli uffici della Provincia di Bergamo sono tenuti ad attenersi”.
Niente sottosezioni e orari invariati
Bocciate anche le alternative tecniche. La creazione di sottosezioni territoriali è stata scartata poiché “vedrebbe equiparate a dei seggi” le diverse sedi, con “possibili criticità sia nella gestione della trasparenza nel voto che organizzazione”. Stesso esito per la richiesta di prolungare l’orario. “Come già avvenuto in passato, ho personalmente chiesto la proroga del termine delle votazioni sino alle 22.00”, scrive il Presidente, ma l’indicazione ricevuta impone di rispettare l’orario “dalle 8.00 alle 20.00”.
La replica agli attacchi personali
Gandolfi esprime “stupore e non poco rammarico” per le affermazioni di alcuni esponenti politici, definendo l’attacco alla sua persona “del tutto fuori luogo”. Ricorda che le motivazioni tecniche erano già state esposte chiaramente in conferenza capigruppo. La conclusione è un richiamo alla responsabilità amministrativa: “Ogni atto amministrativo non può basarsi semplicemente sulla nostra volontà politica”, spiega Gandolfi, aggiungendo che “di fronte ad un parere di illegittimità di un provvedimento non possiamo che prenderne atto tutti, compreso il Presidente della Provincia”.








