È stata una notte di alta tensione e grande mobilitazione quella tra sabato e domenica a Calusco d’Adda. Tutto è iniziato intorno alle 2:00 del mattino, quando una donna ha contattato il 112 segnalando delle grida disperate di aiuto provenienti dalla zona boschiva di via Marsala, a ridosso del ponte San Michele e delle sponde del fiume Adda.
La macchina dei soccorsi
La centrale operativa Soreu Alpi ha immediatamente attivato un imponente dispiegamento di forze. Sul posto sono giunte le squadre dei Vigili del fuoco di Medolago, Dalmine e Bergamo, supportate dagli specialisti del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale), l’elisoccorso decollato da Como, un’automedica e un’ambulanza della Croce Rossa di Bonate Sotto. Presenti anche i Carabinieri della compagnia di Zogno per coordinare le operazioni a terra.
Il ritrovamento e il racconto shock
Le ricerche, rese complesse dall’oscurità e dall’area impervia, hanno portato verso le 3:00 al ritrovamento della persona che chiedeva aiuto: si tratta di un 27enne europeo, residente in provincia di Lecco. Il giovane, apparso in stato di alterazione e con qualche contusione, ha fornito ai soccorritori una testimonianza frammentaria e allarmante. Ha raccontato di aver assistito a una violenta lite tra più persone, parlando addirittura di spari esplosi e di qualcuno caduto nelle acque del fiume. Il 27enne è stato trasportato in codice verde all’Ospedale Papa Giovanni XXIII per accertamenti.
I droni “Olimpici” e l’esito delle ricerche
Il racconto del giovane ha fatto scattare la “fase due” dell’emergenza. Per verificare la presenza di altre vittime o feriti, sono entrati in azione i sommozzatori, le unità fluviali e il nucleo SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) dei Vigili del Fuoco di Torino. Si tratta di un’unità specializzata nell’uso di droni, che si trovava già in Lombardia per garantire la sicurezza durante i Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026. Nonostante il monitoraggio capillare dall’alto e lungo il fiume, le ricerche non hanno prodotto alcun risultato: non sono state trovate tracce di altre persone, né elementi oggettivi (bossoli o segni di lotta) che confermassero la versione del 27enne.
Stop alle operazioni
Visto l’esito negativo delle perlustrazioni, le ricerche sono state sospese. Resta il mistero su quanto accaduto realmente sulle sponde del fiume: i Carabinieri di Zogno stanno ora indagando per fare luce sulla vicenda e verificare l’attendibilità del racconto fornito dal giovane.
Lunedì 23 febbraio 2026.








