Una folla commossa ha gremito ieri mattina la chiesa parrocchiale di Ponte San Pietro per dare l’ultimo saluto a Padre Gianfranco Sana, missionario saveriano salito al cielo venerdì 6 febbraio all’Ospedale Bolognini di Seriate, all’età di 77 anni.
La cerimonia
La funzione funebre è stata presieduta dal Vescovo e superiore dei saveriani, monsignor Natale Paganelli, affiancato all’altare dall’Arcivescovo mons. Aldo Cavalli, dal parroco don Maurizio Grazioli, da mons. Andrea Paiocchi, don Davide Rota e da numerosi confratelli e sacerdoti. Toccanti le parole durante l’omelia di padre Armando Coletto, compagno di studi e di missione in Ciad e Camerun: “Per noi era padre Franco, anzi ‘l’ingegnere’, per via della sua laurea al Politecnico e della sua mentalità tecnica. Lo rivedo nei servizi più umili, dalla manutenzione alla cucina, fino ai ruoli di rettore ed economo. Era facile vederlo davanti alla sua capanna, intento a preparare la Messa. Franco è stato un dono per tutti noi”.
Una vita in missione
Nato a Ponte San Pietro il 21 luglio 1948, la sua vocazione fiorì proprio nell’oratorio locale. Entrato nella comunità Saveriana nel 1973, Gianfranco Sana riuscì a coniugare fede e studio laureandosi in Ingegneria Civile al Politecnico di Milano nel 1976, prima di essere ordinato sacerdote nel 1980. La sua vita è stata un lungo viaggio al servizio degli ultimi: prima in Ciad (Gounou-Gaya) e poi per molti anni in Camerun, dove ha ricoperto ruoli cruciali come animatore vocazionale, economo regionale e rettore a Douala e Bafoussam. Padre Davide Volpini lo ha ricordato come un uomo che “amava i poveri e riusciva a tessere un dialogo interreligioso”.
Il testamento spirituale
Rientrato definitivamente in Italia nel 2015, ha servito a Brescia e Ancona prima di ritirarsi ad Alzano Lombardo nel maggio 2025 per motivi di salute. Uno dei momenti più emozionanti del funerale è stato quando i giovani nipoti hanno letto un articolo scritto dallo stesso Padre Gianfranco, pubblicato proprio questo mese sul periodico “Missionari Saveriani”. Parole che suonano oggi come un testamento spirituale: “È iniziato per me il tempo dell’incontro col Signore… Certo non è facile vivere tutto questo nella malattia e nella diminuzione delle forze, ma mi sforzo di vivere tutto questo con il Signore mio amico che mi ha tanto amato”.
Al termine della cerimonia, dopo il rito delle esequie officiato da mons. Cavalli, la salma è stata tumulata nella cappella dei sacerdoti nel cimitero di Ponte San Pietro. Padre Gianfranco lascia i fratelli Giovanni Sandro e Marco, le cognate e i nipoti, ma soprattutto una comunità che non dimenticherà il suo esempio.








