Nessuna perizia psichiatrica per Carmine Francesco De Simone. La Corte d’Assise ha respinto l’istanza avanzata dalla difesa del 25enne, accusato insieme all’amico Mario Vetere dell’omicidio di Luciano Muttoni, avvenuto nella sua villetta di Valbrembo il 7 marzo 2025.
I giudici hanno accolto la linea del pubblico ministero Letizia Ruggeri: la tossicodipendenza e i pregressi clinici dell’imputato non sono sufficienti a inficiare la sua capacità di intendere e di volere al momento del delitto. Cade così, per ora, il tentativo della difesa di alleggerire la posizione di De Simone, sostenendo che l’aggressione non fosse una rapina finita male, ma una “lezione” degenerata per un presunto apprezzamento alla fidanzata.
Resta quindi l’accusa più pesante: omicidio aggravato dal fine di rapina e dalla minorata difesa, reati punibili con l’ergastolo. In aula, sguardi d’intesa tra i due imputati e silenzio doloroso dei familiari della vittima. Il processo riprenderà il 25 marzo con l’esame degli imputati, mentre la discussione entrerà nel vivo ad aprile.
Venerdì 13 febbraio 2026.








