Il dibattito sulla viabilità in Lombardia si accende dopo la decisione della Regione di accantonare la Tratta D breve della Pedemontana. Questa scelta strategica sta sollevando forti preoccupazioni per il futuro delle infrastrutture nell’Isola Bergamasca e nell’intera provincia di Bergamo. L’ACI di Bergamo, attraverso un’analisi dettagliata sulla mobilità e sullo sviluppo dei corridoi europei, avverte che la cancellazione dell’opera, senza un piano alternativo immediato, potrebbe penalizzare pesantemente il collegamento tra le province di Bergamo, Monza e Milano, isolando di fatto il tessuto produttivo locale dai grandi flussi logistici internazionali.
Un progetto strategico cancellato
Secondo l’architetto Felice Sonzogni, presidente della Commissione Mobilità dell’ACI provinciale ed ex assessore alle Grandi Infrastrutture, non c’è nulla da festeggiare. “Raccontare la cancellazione come un successo è fuorviante — spiega Sonzogni —. Era un progetto inserito nel corridoio europeo Lisbona-Kiev, sostenuto negli anni da un consenso unanime di istituzioni, mondo imprenditoriale e forze politiche. Oggi tutto questo viene abbandonato senza che esista una vera alternativa”.
Il timore principale è che la rinuncia al tracciato autostradale si traduca in una perdita di opportunità per l’intera economia orobica, declassando la Bergamasca rispetto alle province limitrofe.
L’impatto sui 243 comuni della provincia
Nonostante la tratta D attraversasse fisicamente solo 13 comuni, l’ACI sottolinea come le ripercussioni riguarderanno tutti i 243 comuni bergamaschi. L’assenza di una via di scorrimento veloce trasversale penalizza la mobilità interprovinciale con Milano, Monza, Como e Lecco.
In particolare, resta scoperto il quadrante dell’Isola Bergamasca, che si trova ora senza risposte su nodi critici come:
- Il collegamento trasversale interno all’Isola;
- Il nuovo e necessario attraversamento del fiume Adda;
- Il potenziamento della dorsale nord-sud;
- Il futuro della gronda ferroviaria Seregno–Levate.
L’appello alla Provincia: “Tutelare il corridoio“
Più che difendere l’autostrada in sé, Sonzogni chiede di non commettere un errore irreversibile: la cancellazione dei vincoli territoriali nel PTCP (Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale). Il rischio è che, eliminando il corridoio di salvaguardia, vengano edificati gli ultimi spazi strategici, rendendo impossibile qualsiasi opera di mobilità futura.
“Non si tratta di difendere a tutti i costi l’autostrada — conclude Sonzogni — ma di preservare lo spazio per le infrastrutture di domani. Prima di cancellare, è doveroso proporre un’alternativa credibile e strutturata”.
Le richieste di ACI Bergamo
L’Automobile Club Bergamo chiede dunque l’apertura immediata di un confronto istituzionale tra Regione, Provincia e Comuni. L’obiettivo è definire una soluzione che non lasci il territorio in un “vuoto preoccupante”, garantendo che la provincia di Bergamo rimanga agganciata ai flussi di sviluppo internazionali e non venga relegata ai margini della grande rete europea.








