Dopo mesi di annunci e attese, lunedì 4 maggio è ufficialmente scattata la chiusura totale del Ponte di Brivio. Un provvedimento drastico che accompagnerà il territorio per i prossimi 15 mesi (fino a luglio 2027) per consentire i necessari lavori di manutenzione straordinaria da parte di Anas. Il primo bilancio delle 48 ore iniziali rivela un territorio che sta cercando, non senza fatica e nervosismo, un nuovo equilibrio viabilistico.
La mappa dei disagi: Cisano e Calolzio in sofferenza
L’alternativa ufficiale indicata da Anas, il Ponte Cesare Cantù tra Olginate e Calolziocorte, ha retto il colpo sul viadotto, ma ha mandato in crisi i comuni limitrofi. I dati del Comune di Cisano Bergamasco sono emblematici: lunedì mattina, nella fascia 5:00-9:00, si è registrato un incremento di circa 600 veicoli rispetto alla media, portando il totale dei passaggi a quota 4.000. Le code sono state pesanti soprattutto lungo la statale, con incolonnamenti che si sono estesi dall’Iperal di Calolzio fino a Cisano.
Il nodo di Calusco e Paderno: un’ora per 6 chilometri
Situazione critica anche al Ponte San Michele. Nonostante l’abituale affollamento delle ore di punta, il traffico in arrivo dalla bergamasca è apparso sensibilmente aumentato. Sui social esplode la rabbia dei pendolari: c’è chi segnala di aver impiegato un’ora per percorrere i soli 6 chilometri che separano il centro di Calusco da Merate. Paradossalmente, una volta superato l’imbuto del ponte verso Paderno, il traffico risultava più fluido, segno che il vero “tappo” è rappresentato dai raccordi bergamaschi.
Verso Sud: Trezzo e Capriate come valvola di sfogo
Già dal secondo giorno, martedì 5 maggio, molti automobilisti hanno “allargato” il giro puntando verso sud. I ponti di Trezzo sull’Adda e Capriate San Gervasio (sia quello stradale che quello autostradale dell’A4) sono stati scelti come alternativa per evitare le code di Calusco e Cisano. Questo ha portato a un leggero calo della pressione sui ponti più a nord, ma ha distribuito il traffico su una rete già satura.
Le eccezioni: Imbersago e Brivio
Sorprende, invece, la calma piatta registrata a Imbersago. Nonostante l’apertura straordinaria del Traghetto di Leonardo, gestito dai volontari della Proloco, non si è verificato l’afflusso di massa previsto. Solo pochi passaggi sporadici e strade di accesso totalmente sgombre. Anche a Brivio, proprio a ridosso del cantiere, la situazione è apparsa meno caotica del previsto, probabilmente grazie all’adozione dello smartworking da parte di molti residenti della zona.
Le polemiche: asfalto e segnaletica
Oltre al tempo perso in coda, non mancano le lamentele sulla gestione della rete stradale. Molti utenti segnalano lo stato pessimo del manto stradale tra Cisano e Calolziocorte, un tratto ora diventato vitale ma rimasto privo di manutenzione proprio alla vigilia del grande afflusso.
L’Isola Bergamasca e il Lecchese si preparano a una convivenza forzata con il cantiere che durerà oltre un anno. Sarà fondamentale monitorare se i flussi si stabilizzeranno o se serviranno correttivi urgenti da parte degli enti competenti.








