Il Ponte San Michele, l’iconico gigante d’acciaio che collega Calusco d’Adda e Paderno, scende ufficialmente in campo per il censimento 2026 dei “Luoghi del Cuore” del FAI (Fondo Ambiente Italiano). Attualmente al quarto posto della classifica nazionale con oltre 1.100 voti, il viadotto chiodato non è solo un capolavoro dell’ingegneria ottocentesca, ma il simbolo identitario di un intero territorio. La candidatura, sostenuta con forza dalla rete “Occhio al Ponte”, punta a riaccendere i riflettori sul destino della struttura, proprio mentre si discute con urgenza del futuro nuovo attraversamento stradale e ferroviario.
La storia del San Michele è quella di un primato mondiale: inaugurato nel 1889, fu il primo grande arco metallico in Italia, firmato dall’ingegnere svizzero Julius Röthlisberger. Per decenni è stato considerato un capolavoro di leggerezza visiva, tanto da essere paragonato a un lavoro di “sottili vimini”. Tuttavia, il suo prestigio internazionale ha vissuto momenti complessi: nel 2017 il percorso per il riconoscimento come Patrimonio UNESCO si interruppe proprio a causa dell’incompatibilità tra la tutela del sito e la necessità di realizzare un nuovo viadotto di collegamento. Oggi, la sfida del FAI rappresenta un’occasione di riscatto per preservare il valore storico del ponte, promuovendone un futuro uso ferroviario e ciclopedonale in armonia con le nuove infrastrutture.
Partecipare al censimento non è solo un gesto simbolico, ma un’opportunità concreta di ricevere fondi per il territorio. I primi tre classificati riceveranno contributi economici fino a 70mila euro, mentre tutti i luoghi che supereranno la soglia dei 3.000 voti potranno accedere a bandi per progetti di restauro o valorizzazione fino a 50mila euro. Per votare c’è tempo fino al 15 dicembre 2026 collegandosi al sito ufficiale del FAI (fondoambiente.it). I risultati definitivi saranno resi noti a febbraio 2027: un voto rapido, via smartphone o moduli cartacei, che può fare la differenza per il futuro della gola dell’Adda.








